10 Ago

“CHI SI AIUTA, DIO L’AIUTA” (VOLERE E’ POTERE)

Pubblicato da ugog.agati

Darwin

E’ risaputo che se si vuole raggiungere un determinato obiettivo, occorre che lo stesso bisogni  “veramente volerlo”.

Due scrittori del passato, un britannico, Samuel Smiles con l’opera “Chi si aiuta, Dio l’aiuta” e, sulla sua scia un italiano, Michele Lessona con “Volere e potere”, ci hanno dato tale insegnamento che però non sembra sia stato recepito dal popolo dell’Ast sempre pronto a pendere dalle labbra di sindacalisti e dirigenti della loro Azienda che gli propinano un sacco di fregnacce regolarmente metabolizzate come se si trattasse di pagine del Vangelo…..

Eppure Smiles che ha scritto delle belle pagine anche sui siciliani (Palermo, La Conca d’oro, la Costituzione Siciliana, Gli Impiegati in Sicilia….) in quanto convinto assertore del “self help”,  non avendo conosciuto i dipendenti  Ast, si era rivolto ad un gruppo di giovani inglesi di umili origini per spingerli a migliorare la propria posizione sociale dimostrando loro che la forza di volontà era in grado di vincere ogni ostacolo e, pertanto, un uomo volenteroso era in grado di sollevarsi dall’oscurità e dalla miseria alla fame e alla ricchezza. Nella nostra azienda il messaggio sembra, però, essere stato recepito non da tutti ma soltanto da un nutrito gruppo di pseudo-sindacalisti  e da ruffiani e leccaculo professionali…..

Anche Michele Lessona, fervido divulgatore della teoria di Darwin sull’evoluzione ha voluto indicare una condotta di vita che ha raccolto proseliti nel mondo del lavoro (vedi operai Fiat o, freschi freschi, quelli dell’Amat oggi in sciopero), ma che non sembra abbia raccolto proseliti in ambito aziendale Ast piuttosto restii ad….. evolversi.

Quelli del Sindacato Dipendenti Ast, invece, sono ostinati: si battono e lo faranno ancora perché l’Ast spa divenga un’azienda normale insistendo su due tasti fondamentali. Il primo è che la trasparenza prevalga sull’opacità che qualcuno, ostinatamente, continua a chiamare “rispetto della privacy” per propria convenienza e, il secondo, sui controlli che in ambito aziendale risultano pressoché inesistenti. Noi vorremmo, per esempio, che la Regione Siciliana controllasse, attraverso l’Assessorato competente e il Consiglio di Sorveglianza, l’operato del Consiglio di Gestione e che Questo, a sua volta, monitorasse le attività della gestione spicciola della Società. E, giacchè ci siamo, dovrebbe essere valorizzato il ruolo dell’Ufficio Auditing che dovrebbe essere tolto dalla dipendenza dei Dirigenti e riaffidato agli Organi di Controllo mentre i famosi controllori (di cui l’Azienda è rimasta totalmente priva) tornassero al loro originario ruolo di verifica del buon andamento dell’Esercizio.

Farebbe bene, pertanto, l’Azienda a mettersi in regola (nominando una volta e per sempre i componenti dell’Ufficio Auditing e i Controllori anche attraverso selezioni interne) prima che a controllare l’intera Società venga chiamata la Procura della Corte dei Conti della Regione Sicilia…..

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